A volte tornano... o forse no?

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La Fondazione Caritro nasce dalla cessione obbligata dalla cosiddetta legge Amato, del settore bancario sino ad allora in mano pubblica locale. Il ricavo della vendita venne conferito nella Fondazione che quindi amministra un patrimonio di origine pubblica. Ciononostante, diverse sentenze della Corte Costituzionale hanno più volte affermato la natura privatistica delle Fondazioni bancarie: ma, lo sappiamo, l’Italia è uno strano Paese.
Il Comitato di Indirizzo (di fatto Consiglio di Amministrazione) è così composto:
2 rappresentanti designati dal Sindaco di Trento;
2 rappresentanti designati dal Sindaco di Rovereto;
4 dalla Provincia di Trento;
5 dalla Camera di Commercio;
3 dal Rettore dell’Università;
2 da organizzazioni culturali
Da ricordare come il patrimonio netto a valori contabili sia di poco inferiore si 400.000.000 (QUATTROCENTOMILIONI) di Euro.
E veniamo all’attualità. Da notizie di stampa, apprendiamo come a correre per la Presidenza della Fondazione ci sia anche l’immarcescibile Diego Schelfi. In effetti, alla collezione di presidenze avute dal brentonegano, la Fondazione manca proprio! Già Presidente del Gruppo Delta Informatica, già Presidente del Consorzio Lavoro Ambiente, Vicepresidente dell’Istituto Trentino di Cultura, già Presidente di Istituto Atesino di Sviluppo (finanziaria della Curia), già Presidente delle Funivie Folgarida Marilleva, membro di un interminabile elenco di consigli di amministrazione, ricordato dai più quale già Presidente della Federazione dei Consorzi Cooperativi. Già....eh già: di Schelfi pare proprio che il Trentino non possa fare a meno! Abilissimo nuotatore d’apnea, basso profilo, aspetto e fare cordialmente pacioso il nostro è in realtà abilissimo calcolatore e gestore dei denari altrui è il vero responsabile dello stato attuale in cui versa la cooperazione trentina: il suo lungo regno in via Segantini ha prodotto un totale immobilismo, portando la centralità dai soci ai consorzi, opacità gestionale, equivoci rapporti con quelli che avrebbero dovuto essere dei competitor e via discorrendo. Più volte in odore di discesa in campo politico, se ne è sempre ben guardato: meglio continuare a fare affari, meglio continuare a “far misteri”. Noi abbiamo scelto, in occasione delle ultime consultazioni provinciali, un fronte che si è dichiarato del "cambiamento". Ed il cambiamento si sostanzia con modi, comportamenti e PERSONE nuove e diverse, che marchino discontinuità e differenza con il passato. Solo così saremo coerenti con il voto richiesto ed espresso in nostro favore, solo così porteremo il Trentino fuori dalla morta gora in cui è stato cacciato anche da Diego Schelfi e dai suoi sostenitori. No, grazie Diego: abbiamo già dato!

Pubblicato il 28 marzo 2019