70 anni di NOI!

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Nel dicembre 1948 si riunì per la prima volta il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige. Il clima era pesante: la nostra Regione usciva ancor più danneggiata dal secondo conflitto mondiale non avendo potuto sanare i danni della subita annessione al Regno Italico al termine della Grande Guerra. I rapporti poi con il mondo sudtirolese erano caratterizzati da frizioni e diffidenze reciproche, spesso ben motivate. Il contesto economico e sociale non poteva che preoccupare: era, la nostra terra, tra le più povere dell’intero arco alpino.

A soli sei mesi dalle elezioni politiche nazionali, gli autonomisti trentini registrarono un robusto incremento dei consensi, passando dal 6,7% al 17% con la lista PPTT, conquistando 4 seggi ai quali doveva aggiungersi quello raggiunto da ciò che restava dell’ASAR.

Ricavare uno spazio di dialogo, di cerniera tra la potente DC e la sempre meno dialogante SVP non fu operazione semplice per gli autonomisti trentini, osteggiati dai democristiani locali timorosi di un temibile concorrente quale il partito autonomista a tutti gli effetti si era rivelato essere ed ancor più poter essere.

Nel corso della seduta inaugurale, prese la parola un giovane Silvius Magnago il quale dichiarò: “Il segreto dell’Autonomia sta nella collezione - lavorare insieme - di popoli diversi che vivono in questa regione, il popolo italiano, il popolo ladino, il popolo sudtirolese, nella collaborazione di questi tre popoli sta il segreto del successo della nostra autonomia. L’autonomia significa autogoverno, per noi l’autonomia significa pure la parziale divisione amministrativa dell’amministrazione centrale, con tutti i vantaggi che noi auspichiamo con questo decentramento! Io ho detto: divisione amministrativa; e se questa nostra autonomia dovrà diventare una forma felice di autogoverno, dovremo lavorare moltissimo!”

È vero: hanno dovuto, dobbiamo lavorare moltissimo per rendere l’autonomia regionale una felice forma di autogoverno che non è mai definitivamente compiuta ma sempre in divenire.

A chiudere i nomi degli autonomisti presenti in quel primo ed impegnativo Consiglio Regionale cui non può che andare il nostro commosso ricordo:

Iginio Caproni

Raffaello Zanghellini

Clara Marchetto

Guido Fontanari

Remo Defant.

Pubblicato il 20 dicembre 2018