75° anniversario della Carta di Chivasso

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Ricorre oggi il settantacinquesimo anniversario della “Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine” o più conosciuta come “Carta di Chivasso” uno dei primi manifesti programmatici dell’autonomismo italiano. In memoria di questi padri nobili, ne ripercorriamo la storia ed il senso.
La Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine, meglio conosciuta come Dichiarazione (o Carta) di Chivasso, è un documento firmato il 19 dicembre 1943 a Chivasso, durante un convegno clandestino organizzato da esponenti della Resistenza delle valli alpine. Venne scelta la cittadina piemontese perché a metà strada tra coloro che provenivano dalle valli valdesi ed i valdostani.

All'incontro parteciparono dalla Valle d'Aosta il notaio Émile Chanoux - che pochi mesi dopo morirà nel carcere fascista - e Ernest Page, mentre Federico Chabod aveva inviato un suo documento e Lino Binel non era potuto venire perché in carcere; per le valli valdesi erano presenti Osvaldo Coïsson e Gustavo Malan, venuti da Torre Pellice, e Giorgio Peyronel e Mario Alberto Rollier, rispettivamente dell'Università e del Politecnico di Milano.

La Carta di Chivasso postulava la realizzazione di un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale. Per queste sue caratteristiche, presenta molte affinità con il famoso Manifesto di Ventotene.

Pubblicato il 19 dicembre 2018