Walter Kaswalder è Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Di seguito il discorso tenuto in Aula.

Walter

Vi ringrazio per la fiducia! È per me un grande onore presiedere il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento! Ringrazio i gruppi politici che hanno sostenuto questa candidatura e permettetemi un ringraziamento particolare al Presidente Fugatti, ed al mio gruppo di appartenenza Autonomisti Popolari. Cari colleghi! Nella mia ormai abbastanza lunga esperienza politica, ho conosciuto sia il ruolo esercitato dalla maggioranza che quello dell’opposizione. Questo ruolo, assolutamente nuovo per me, mi ha imposto, ancor prima di essere eletto, alcune riflessioni che desidero oggi condividere con Voi. Voglio guidare questo alto Ufficio al meglio delle mie convinzioni e delle mie capacità. Voglio essere imparziale, in rispetto ad uno spirito di confronto e di stimolo, autenticamente democratico. Permettetemi innanzitutto di ringraziare il consigliere anziano Lucia Coppola che ha presieduto il primo consiglio di questa sedicesima legislatura. Vorrei anche ricordare i consiglieri che sono stati membri del consiglio di Presidenza nella scorsa legislatura Diego Mosna, Walter Viola, Nerio Giovanazzi, Filippo Degasperi, Claudio Civettini e Mario Tonina. Alcuni di Voi non faranno più parte del consiglio di Presidenza ed altri anche del Consiglio Provinciale: a tutti Voi il nostro sentito ringraziamento. Signore e Signori, consentitemi ora un ringraziamento non formale al mio predecessore Bruno Dorigatti. Caro Presidente emerito, i nostri rapporti non sono sempre stati amichevoli: ma desidero oggi ringraziarTi per l’equilibrio con il quale hai saputo reggere il dibattito in aula anche quando lo stesso si è fatto aspro, duro. In questi anni hai contribuito significativamente alla politica trentina dapprima come rappresentante sindacale ed infine come politico. Grazie, a nome di tutti i trentini, grazie Bruno! Come Presidente del Consiglio Provinciale sei stato il Presidente di una casa dei Trentini aperta al dialogo ed al confronto con tutti gli attori sociali, ed anche per questo, ancora una volta, desidero ringraziarTi. Ed è in questo solco che voglio caratterizzare il mio operato: non sposando fazioni ma aperto al confronto con tutti i Consiglieri ed il più vicino possibile ai cittadini trentini. Cari Colleghi, il sedicesimo consiglio della nostra Provincia è profondamente mutato rispetto al precedente: lo è per il gran numero di nuovi consiglieri, lo è per la presenza di nuove forze politiche. Si è anche incrementata la presenza femminile: non credo per i meccanismi previsti dalla legge elettorale quanto per la qualità delle elette. Ma indipendemente dalle posizioni o dal genere, siamo davvero chiamati ad affrontare sfide impegnative. Un elemento fondamentale è quello di azioni che possano dare ai cittadini prospettive più serene per il proprio futuro. Si rendono necessari provvedimenti che consentano di vivere più e meglio nelle nostre vallate, che non sono periferia ma sono il centro del nostro Trentino. E quindi: saremo capaci di dotare le nostre valli di migliori presidi medico/assistenziali, migliori trasporti, maggiore possibilità di fruire di servizi locali e, ovviamente, di posti di lavoro interessanti? Come coniugare sviluppo ed ecologia, affinché il nostro Trentino possa rimanere la meraviglia qual è, degno di essere vissuto dai trentini vecchi e nuovi e dai nostri ospiti? Non posso non ricordare la recente ondata di maltempo che ha portato nella nostra comunità lutti e gravissimi danni. Un pensiero doveroso al mondo del volontariato trentino che ha consentito di arginare i danni e di presidiare il territorio nelle giornate di massima tensione. Grazie, di cuore! E sono certo che il nostro territorio e gli uomini che lo popolano sapranno rialzarsi, reinventarsi e che anche da questa sfida, come è sempre accaduto nel nostro passato, ne usciremo più forti e migliori! Né posso non ricordare i recenti casi di cronaca nera, che hanno ancora una volta messo in luce situazioni di emarginazione e di disagio sociale verso le quali tante, troppe volte abbiamo volutamente girato la testa, abbiamo voluto ignorare ma che sono sintomo di un malessere che dobbiamo, per quanto nelle nostre umane possibilità, affrontare. Cari colleghi, molto è il lavoro che ci aspetta nei prossimi cinque anni, con la complessità di una società trentina in evoluzione e con un quadro nazionale ed internazionale che essendo sempre più interconnesso condiziona e condizionerà il nostro operare. Mi permetto di citare il teologo Reinhold Niebuhr: “Dio dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza di distinguere le une dalle altre”. Un capitolo importante riguarda le relazioni con la Regione e con l’Euregio: da protagonisti vogliamo favorire una accelerazione ai processi di omogeneizzazione legislativa affinché le distanze tra queste realtà diminuisca invertendo il trend degli ultimi anni. Il Consiglio Provinciale deve essere il luogo dove le forze politiche presentano le migliori soluzioni ai problemi, con un confronto serrato ed aperto. Poi, la maggioranza decide: ma la minoranza deve essere in grado di esercitare pienamente il proprio mandato. Questa società, fatta sempre più di cinguettii è sempre meno di ragionamenti, sembra talvolta allontanarsi dai principi di una democrazia partecipativa. Ma questo Consiglio Provinciale, ne sono certo, saprà rivalutare il ruolo ed il senso di un dibattito realmente e lealmente democratico. Non vedo l’ora di lavorare con Voi, con la benedizione di Dio e per il bene del Trentino!


Pubblicato il 27 novembre 2018